Eventi
Mostra fotografica “Riflessione sui minimi sistemi”
Fotografia: Luca Centola
Mostra fotografica presentata già a in Abruzzo in occasione del “Festival Arzibanda” di Capistrello.
Allestita presso il Momart di Monica Palumbo a Matera, inaugurata con la proiezione di diapositive del repertorio Materia e l´accompagnamento musicale degli Sfondi Sonori di Tommaso Di Marzio, la mostra coordinata da Luca Centola che di questa selezione è anche l´autore: mira al coinvolgimento di persone che, operando nel campo dell´arte e della comunicazione, seppure in diversi ambiti, si incontrano per un´affinità metodologica e concettuale.
Le foto sono state realizzate nella sede del laboratorio di arti orafe “Materia” con la collaborazione di Lela Campitelli e Michele Ascoli. Luca Centola, comincia la sua indagine a partire dagli oggetti con cui il lavoro manuale viene svolto e che ne costituiscono il ritmo e ne compongono il contesto; spinge tuttavia la sua curiosità fino al punto in cui l´oggetto non è più riconoscibile in quanto tale, e l´immagine partecipa alla stessa opera di trasformazione della materia, attualizzata nel processo di costruzione del gioiello.
La foto cerca di alludere ad un processo di metamorfosi interiore, l´estrema vicinanza data dall´uso della macro-fotografia suggerisce il compenetrarsi dell´uomo alla materia che prende forma nelle sue mani.
Si alternano strumenti, superfici che limitano o stimolano approfondimenti a dettagli delle composizioni in argento, poste in rapporto dialettico con la materia calcarea dello sfondo, fino allo svolgimento dell´opera e alla sua contestualizzazione.
Due differenti forme di espressione come la fotografia e la lavorazione dei metalli per l´oreficeria, si scambiano informazioni sulla loro genesi. In una sequenza di foto, due poetiche trovano un punto di contatto e ognuna si mette di fronte all´altra con la sua esperienza dei meccanismi cognitivi e percettivi.
Nel lavoro dell´artigiano si parte dalla materia per giungere alla materia. L´immaginario, già nostra materia interiore, stimolato dalle caratteristiche intrinseche del materiale che va plasmando, lo informa e lo deforma e contemporaneamente ne viene a sua volta informato e de-strutturato. Tale è il percorso che compie lo stesso fotografo nel doppio ruolo di artefice e osservatore.

