Eventi - “Women's Fiction Festival”
“Analisi e progettazione del gioiello”
Le radici
Il mediterraneo è vicino, l´odore del mare con i suoi fitti scambi porta il sentore della cultura della costa e ancora nutre il mito di una età florida in cui vanno evolvendosi le forme dell´arte e della convivenza per l´impulso delle colonie greche e della cultura pitagorica.
Una varietà di stili portati nelle nuove colonie e mescolati alle forme autoctone o derivate da precedenti scambi, crea quel patrimonio iconografico che ancora informa il nostro immaginario: la conchiglia, il mascherone, la spirale, le volute, le foglie della vite, il grappolo d´uva, il meandro, le figure mitologiche e lo studio delle proporzioni…
L´analisi
Per il lavoro commissionato ho cercato di individuare i motivi ornamentali ricorrenti orientandomi in modo intuitivo nell´ambito di questa notevole varietà tipologica che caratterizza il patrimonio artistico e artigianale delle colonie greche dell´Italia meridionale tra l´VIII e il III secolo A.C., e di comporre le forme evitando la riproduzione giocando con i temi senza preciso riferimento ad uno stile.
La visione
Le Baccanti, nel mito greco, rappresentavano l´esaltazione mistica eccessiva e feroce culminante nella pratica di rituali cruenti. Erano tuttavia sacerdotesse di Dioniso, simbolo di conoscenza occulta ma, soprattutto, incarnazione del principio naturale della psiche, l´istinto. Quello stesso principio naturale che liberandosi, esprimendosi nella persona attraverso invasamento e possessione, produce l´arte, la danza, la musica e il canto. Questa baccante nasce da un rovesciamento poetico di senso e dal desiderio di rivalutarne la figura facendone un simbolo della condizione e del ruolo della donna nella cultura. Non è infatti proprio la natura femminile, in quanto depositaria del segreto della vita, da sempre associata alla sfera istintuale?
Il simbolo
La baccante diventa nella mia immaginazione non solo custode dei misteri di un culto, ma portatrice del seme, la pietra di taglio ogivale incastonata nel ventre, seme che già germoglia nelle pieghe delle vesti ondeggianti operando una metamorfosi della donna in forma floreale, ma capace in particolare di contenere nelle mani la propria storia: la sagoma intera del collier fa riferimento infatti alla forma classica dello specchio da viaggio. La donna, attraverso una ricerca tutta interiore, la conoscenza di sé, e attraverso l´esperienza dell´arte giunge alla riconquista del proprio posto nella storia.
Lela Campitelli

